Taglio del nastro

Inaugurazione Ambulatorio Epatobiliopancreatico

29 marzo 2019

Finalmente è arrivato questo importantissimo giorno.

Prima di tutto ringrazio il dott. Garulli, il dott. Veneroni e tutto lo staff della Chirurgia Generale, i Servizi Risorse Umane e la Direzione Infermieristica e Tecnica.

Ed anche la Radiologia nella persona del dott. Cavagna e della d.ssa Roversi che hanno condiviso e portato avanti con noi questo progetto.

L’ambulatorio cd del mercoledì esisteva già come ambulatorio di libero accesso.

La Donazione da parte della nostra Associazione è finalizzata al finanziamento di un case manager, ossia un’infermiera che funga da punto di riferimento dell’ambulatorio per migliorare e rendere più efficace il servizio che si integra nel Percorso Diagnostico Terapeutico delle Patologie HPB,  che  gestisca i rapporti con i MMG ed quelli con il paziente inviato all’Ambulatorio dal MMG, che organizzi appuntamenti e che gestisca le varie attività trasversali, dalla tenuta dei dati della famigliarità, ai rapporti con il team di medici esperti che seguiranno il singolo caso.

Infatti l’ambulatorio mira ad essere condiviso tra più strutture che in maniera trasversale si occupano di Patologie del Fegato, Pancreas e Via Biliari.

Il tutto con l’obiettivo di ridurre il tempo tra un fondato sospetto e l’eventuale diagnosi.

Il percorso era già partito grazie alla collaborazione dell’AUSL che ha organizzato corsi specifici per i MMG per approfondire la tematica del tumore del pancreas e l’individuazione dei sintomi, che sono sì generici e aspecifici, ma che, se letti a sistema, possono rappresentare la base per un fondato sospetto.

Passare dal sospetto alla diagnosi in un lasso di tempo breve: significa possibilità di diagnosi tempestiva quando ancora non  si può parlare di screening:

arrivare prima per arrivare meglio ed in maniera più efficace.

A questo punto ringrazio chi con me ha contribuito al progetto, tutto il Direttivo e tutti quelli che ci hanno sostenuto ed aiutato.

Ringrazio l’AUSL per aver accettato la donazione e con questa, fatto suo, il progetto.

La nostra è un’Associazione di Volontari e appunto anche io sono una Volontaria.

Lavoro al Comune di Rimini e so benissimo cosa significhi lavorare per e con un Ente Pubblico.

E per questo credo che, anche se il percorso per arrivare fino a qui non è stato semplice, non ci siamo scoraggiati perché abbiamo una forza che ci guida. Siamo stati Caregiver “donatore di cura” e tra noi ci sono e ci sono stati pazienti.

Mi riferisco in particolare a Luca e Irene, a cui è stato dedicato il progetto, che fino all’ultimo ci hanno creduto, entusiasti della vita e pronti a fare tutto quello che di buono e possibile si poteva fare.

E noi ce la mettiamo tutta perché pensiamo che le idee possono diventare sogni, i sogni si possono trasformare in obiettivi e gli obiettivi quando vengo realizzati danno vita alla vita.

Grazie a tutti.

Francesca Gabellini

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